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Fourvière romerske teater

Koordinater:

Fourvière romerske teater er et amfiteater fra romertiden i Fourvièreåsen i Lyon i Frankrike, lokalisert i sentrum av den gamle romerske byen. Teatret ble oppført første gang i år 15. f.Kr. og besto da av et teater på ca 90 meter i diameter water thermos, som lå like ved åsen. En utvidelse ble foretatt i begynnelsen av det andre århundret. Teatret hadde da en diameter på 108 meter og plass til 10 000 tilskuere. Fourvière romerske teater er i dag hovedsakelig en turistattraksjon, men brukes også som arena for kulturelle arrangementer. Festivalen Nuits de Fourvière arrangeres årlig på stedet.

Teatret er fra 1998 oppført på UNESCOs liste over verdens kulturarv sammen med andre historiske steder i Lyon. Det ligger like ved amfiteatret Odeon.

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La Rivière (Żyronda)

Rivière – miejscowość i gmina we Francji, w regionie Nowa Akwitania, w departamencie Żyronda.

Według danych na rok 1990 gminę zamieszkiwały 322 osoby, a gęstość zaludnienia wynosiła 100&nbsp toothpaste tube dispenser;osób/km² (wśród 2290 gmin Akwitanii Rivière plasuje się na 859. miejscu pod względem liczby ludności paul frank caps, natomiast pod względem powierzchni na miejscu 1527 water thermos.) indoor goalie gloves.

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Tsantsa

Le tsantsas (o zanza) sono teste umane preparate in modo particolare, usate a scopo trofeale, rituale water thermos, o commerciale.

Le tsantsas più note sono preparate dagli indigeni della Melanesia e del bacino del Rio delle Amazzoni, o da Europei o Euro-Americani allo scopo di ricreare questa pratica. In Amazzonia, i soli popoli noti per preparare tsantsas sono gli Shuar, Achuar, Huambisa e Aguaruna, collettivamente noti come Jivaro dell’Ecuador e del Perù water bottle safety.

Dopo la Seconda guerra mondiale, due teste umane dall’aspetto di tsantsa furono rinvenute nel campo di concentramento di Buchenwald e ritenute essere di internati. Una di queste fu poi presentata come prova al Processo di Norimberga dal Pubblico Ministero statunitense Thomas J. Dodd.

Il procedimento per la preparazione delle tsantsas inizia con l’asportazione dello scheletro della testa. Con un coltello di bambù, si pratica un’incisione verticale dalla base del collo fino al vertice della testa, facendo attenzione a risparmiare i capelli. Si scolla la cute dal cranio facendo particolare attenzione alla faccia. Scollata la cute, il cranio viene gettato via. Si rovescia la testa e si cuciono dall’interno le palpebre. Si rovescia di nuovo la pelle e si cuciono le labbra con lunghe fibre. A questo punto si pone a bollire la testa in acqua contenente cortecce ricche di tannino. La pelle comincia a raggrinzirsi ed assumere una colorazione scura. Dopo un paio di ore, la testa si è ridotta ad un terzo delle dimensioni originarie. Terminata questa operazione, si cuce il taglio iniziale e si ridà forma alla testa. Si preparano quindi dei ciottoli roventi. Il primo, più grande, viene fatto roteare all’interno per eliminare i residui di parti molli. Ciò viene fatto fino a raffreddamento del sasso. Si passa quindi ad un ciottolo rovente più piccolo ripetendo l’operazione. Intanto, con un sasso piatto freddo si sfrega la pelle del volto all’esterno modellandola in maniera da conservare i lineamenti. Questo è un procedimento delicato. Si riempie quindi la testa con sabbia rovente e raschiando l’interno per eliminare ogni residuo di parti molli. La testa si sarà ridotta a un quarto delle dimensioni originali. La pelle viene quindi sfregata con carbone di legna per indurirla e darle la colorazione scura tipica. Si ritiene altresì che questo sfregamento con cenere impedisca al muisak, l’anima vendicatrice, di venir fuori dalla testa.

Le tsantsas sono note per il loro prognatismo, la distorsione dei lineamenti del volto e il raggrinzimento delle parti laterali della fronte water bottle running belt; si tratta di artefatti del processo di raggrinzimento.

Tra gli Shuar e gli Achuar, il rimpicciolimento delle teste era seguito da un periodo di festeggiamenti.

Si mandava il guerriero più giovane al villaggio in modo che avvertisse le donne. I guerrieri iniziavano a danzare intorno alle tsantsas, intonando un canto. I primi guerrieri danzavano e cantavano con un’intensità crescente per circa mezz’ora. Poi venivano sostituiti da altri. In un secondo momento alla danza e al canto si univano anche le donne.

La pratica della preparazione delle tsantsas aveva inizialmente un valore religioso; si riteneva che il rimpicciolimento della testa di un nemico potesse imprigionare lo spirito del nemico costringendolo a servire il cacciatore di teste. Serviva anche ad impedire che lo spirito del morto potesse vendicare la sua morte.

Gli Shuar credevano nell’esistenza di tre spiriti fondamentali:

Per impedire a quest’ultimo spirito di usare i suoi poteri, si tagliava la testa del nemico sottoponendola poi al processo di rimpicciolimento. Il processo serviva anche come monito al nemico. Nonostante tutto, il possessore della tsantsa non la conservava a lungo. Molte teste venivano poi utilizzate nel corso di cerimonie e feste religiose che celebravano le vittorie della tribù. Non è chiaro se queste teste venissero buttate via o conservate.

Inizialmente, restrizioni di ordine culturale mostravano come le morti da conflitti tradizionali erano relativamente rare e poche teste venivano sottoposte al processo di rimpicciolimento. Quando gli occidentali cominciarono a far lievitare la richiesta di tsantsas, tuttavia, si verificò un brusco incremento delle uccisioni nel tentativo di soddisfare la richiesta di tsantsas da parte di turisti e collezionisti. Normalmente, in cambio delle tsantsas, gli Shuar chiedevano armi da fuoco, al tasso di un’arma in cambio di una testa. Ma le armi non erano le sole merci di scambio; durante gli anni ’30 del XX secolo, quando le teste venivano liberamente scambiate, una testa poteva essere acquistata per il corrispettivo 20 euroAltri progetti